Giovedì 29 Luglio 2010
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Il calcio e la vitamina D non solo nel latte
Scritto da Sara Angelini   
Giovedì 22 Ottobre 2009 18:13

Il calcio e vitamina D non solo nel latteIl latte ed i prodotti caseari rimangono uno dei maggiori ostacoli da sormontare tra gli alimenti derivanti dallo sfruttamento e dalla sofferenza animale, soprattutto perchè si teme una carenza di calcio e vitamina D, indispensabili per il nostro sistema osseo.

 

Questa soggiogazione risale a ben 7500 anni fa quando si è evoluta, nelle comunità d'allevatori, la capacità di digerire il lattosio. Ma questi bevitori di latte e consumatori dei suoi derivati erano ben diversi da quelli di oggi. In passato la loro dieta era dipendente da questo alimento ad alto valore energetico che fornisce: lipidi saturi ed insaturi, glucidi il cui principale è il lattosio, proteine come la caseina, sostanze minerali come il calcio, vitamine idro e liposolubili come la vitamina D, batteri (i cosiddetti fermenti lattici). Inoltre questo alimento, grazie al bestiame, era disponibile in in maniera pressoché costante, a differenza di quelli vegetali. Ma questo ragionamento non è più valido oggi quando, con i sistemi di coltivazione e di distribuzione degli alimenti , l'uomo può disporre di qualsiasi tipo di vegetale. Come se non bastasse, stanno aumentando sempre di più le persone con le intolleranze al lattosio, derivanti da un deficit da parte delle cellule intestinali della lattasi, enzima indispensabile per scindere il lattosio, che quindi non viene assorbito e rimane nell'intestino e viene fermentato dai batteri intestinali provocando i tipici disturbi gastroenterici. In commercio ci sono dei latti delattosati, ma non c'è motivo per cui si debba bere per forza il latte visto che esistono valide alternative!

 


Ma come possiamo eliminare il consumo di latte e derivati senza incorrere in carenze che potrebbero portare a gravi patologie?
Bisogna agire su più fronti, non basta solamente introdurre una dose sufficiente di calcio, perchè ciò che è importante per il metabolismo delle ossa è l'equilibrio tra calcio assunto con la dieta e calcio perduto dall'organismo.
Fattori che incidono sull'escrezione urinaria di calcio sono il consumo elevato di proteine, soprattutto quelle di origine animale, di caffeina e di sodio; invece l'alcool interferisce con il suo assorbimento intestinale.
Una vita attiva a base di esercizio fisico rallenta il deterioramento del tessuto osseo. Con la dieta si può assumere calcio con varie fonti alimentari di origine vegetale: le verdure a foglia verde come la lattuga, la bietola, la rucola, l'indivia, gli spinaci; i broccoli, il cavolo verde, il cavolo riccio, i cavoletti di Bruxelles, le cime di rapa, i fagioli neri, bianchi, di soia, il tofu; la frutta secca come le noci, i ceci, le mandorle, i fichi secchi; le farine d'avena, di mais e di soia. Inoltre le acque minerali dure, che hanno quindi un contenuto di calcio oltre i 300 mg/L, sono un'ottima fonte di questo minerale. Sono presenti in commercio anche dei latti derivati dalla soia e dal riso o succhi di frutta e cereali addizionati con calcio e vitamina D. Non dimentichiamo che la fonte principale di vitamina D è l'esposizione solare, che ne stimola la produzione da parte del nostro organismo.

 


Bisogna inoltre tenere presente che il fabbisogno di calcio cambia nel corso degli anni, aumenta nell'infanzia e nell'adolescenza quando accompagna la crescita ossea, ed ha un picco nell'età matura in cui le ossa perdono più calcio di quello che riescono a fissare, soprattutto nelle donne oltre i 50 anni.

 

 

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