Venerdì 12 Marzo 2010
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Green Generation: mamma mi racconti una favola?
Scritto da Valentina Testa   
Lunedì 14 Dicembre 2009 11:59

Green Generation: mamma mi racconti una favola?

“C'era una volta un Re
seduto sul sofà
che disse alla sua serva
raccontami una storia
e la serva incominciò:
C'era una volta un Re
seduto sul sofà...”
(Filastrocca popolare)

 

Il primo contatto di un bambino è quello col genitore, che rimane la figura centrale per i suoi primi anni di vita, almeno fino all’ingresso all’asilo, momento in cui il bimbo si trova a scoprire un “nuovo mondo”.
La voce dei genitori è un mezzo importantissimo per lo sviluppo affettivo ed emotivo del bambino, e raccontare fiabe, favole, storielle è un ottimo modo per condividere dei significati, insegnare dei valori, far avvicinare il piccolo ad una realtà immaginaria nata dalla fantasia di un autore.
Il genitore in questo caso svolge un ruolo fondamentale: aiuta a comprendere la trama del racconto e mediante l’identificazione dei personaggi, apre la porta della curiosità del figlio e lo accompagna per mano nella costruzione della propria cultura, curiosità e conoscenza.

 

Per un bambino l’immaginazione è tutto, sarebbe bello che gli adulti riuscissero a conservare intatta la propria fantasia ma si sa, sono pochi i “grandi” che riescono a visualizzare un castello in una capannuccia costruita con le tende e due sedie…

Grazie a quest’immaginazione fervida il bambino si immedesima nei personaggi delle favole, talvolta nei protagonisti e altre volte negli antagonisti e questo processo serve a sviluppare la capacità di simbolizzare attraverso realtà diversificate e di accedere a esperienze interne profonde.
Tramite i personaggi delle storie, il bambino diventa l’attore protagonista, vivendo sensazioni più svariate, sperimentando situazioni di coraggio, di codardia, di ricchezza, di povertà ed entrando in universi irreali che diversamente non conoscerebbe e in cui spesso, si rifugia apportando modifiche e cambiando la sceneggiatura con la propria inventiva.

Un adulto raccontando favole, leggendo storie e condividendo momenti così importanti, aiuta il figlio ad avvicinarsi alla lettura, stimolano l’acquisizione di alcune competenze che vanno dalla logica alla simbolizzazione, e una volta che il bambino avrà imparato a leggere, sarà un momento speciale scegliere con lui i libri che potrà comprendere da solo, non imponendo didatticamente la lettura (come fanno la maggior parte delle scuole) ma condividendo l’amore per i libri.

 

Un buon libro è un nascondiglio dal mondo esterno, per adulti, ragazzi e bambini, dove rifugiarsi nei momenti di stress o di forte delusione, dove rintanarsi durante un momento difficile, per poter concludere con “E vissero tutti felici e contenti”.

 

 

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