| Green Generation: mamma mi racconti una favola? |
| Scritto da Valentina Testa |
| Lunedì 14 Dicembre 2009 11:59 |
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Il primo contatto di un bambino è quello col genitore, che rimane la figura centrale per i suoi primi anni di vita, almeno fino all’ingresso all’asilo, momento in cui il bimbo si trova a scoprire un “nuovo mondo”. Per un bambino l’immaginazione è tutto, sarebbe bello che gli adulti riuscissero a conservare intatta la propria fantasia ma si sa, sono pochi i “grandi” che riescono a visualizzare un castello in una capannuccia costruita con le tende e due sedie… Grazie a quest’immaginazione fervida il bambino si immedesima nei personaggi delle favole, talvolta nei protagonisti e altre volte negli antagonisti e questo processo serve a sviluppare la capacità di simbolizzare attraverso realtà diversificate e di accedere a esperienze interne profonde. Un adulto raccontando favole, leggendo storie e condividendo momenti così importanti, aiuta il figlio ad avvicinarsi alla lettura, stimolano l’acquisizione di alcune competenze che vanno dalla logica alla simbolizzazione, e una volta che il bambino avrà imparato a leggere, sarà un momento speciale scegliere con lui i libri che potrà comprendere da solo, non imponendo didatticamente la lettura (come fanno la maggior parte delle scuole) ma condividendo l’amore per i libri.
Un buon libro è un nascondiglio dal mondo esterno, per adulti, ragazzi e bambini, dove rifugiarsi nei momenti di stress o di forte delusione, dove rintanarsi durante un momento difficile, per poter concludere con “E vissero tutti felici e contenti”.
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