Venerdì 12 Marzo 2010
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Limbiate e la “Fiera del maltrattamento degli animali”
Scritto da Valentina Testa   
Martedì 27 Ottobre 2009 00:20

Limbiate e la “Fiera del maltrattamento degli animali”

Domenica 25 ottobre, a Limbiate, cittadina in provincia di Monza Brianza, si è svolta una piccola fiera paesana con un mercatino, un angolo dedicato alla danza a cura di una scuola di ballo locale, e una parte dedicata agli animali.

Questo tipo di manifestazione dovrebbe essere un occasione per avvicinare la “gente di città" alle realtà agricole e agli animali da fattoria, che per ovvie ragioni non si prestano ad essere cresciuti in appartamento.

Uno scopo davvero nobile, lodevole e meritevole.

A tal proposito vorrei citare un bambino che si è rivolto alla mamma con questi termini: "Mamma ho schiacciato le tette alla mucca ed è uscita una cosa bianca bagnata..."

Ma passiamo alla descrizione di questo apprezzabile luogo di aggregazione:
4 asini di cui 2 cuccioli chiusi in un recinto di 2 metri per 1,50, circa; alcune pecore, forse 6, costrette in una recinzione grende poco più della precedente; un fagiano in una gabbia più piccola di un metro quadrato; un pavone in una gabbia talmente piccola da non permettergli un passo.

 
Forse questa fiera non era così meritevole...

Poco più in là, alcuni cavalli giravano in tondo in un recinto trasportando sulle loro groppe bambini urlanti, con il sottofondo assordante della musica proveniente dallo stand della scuola di ballo.

Forse questa fiera non era poi così lodevole...

Ma si sa, il meglio viene alla fine: una bacinella di 3 metri per 2 approssimando per eccesso, era stracolma di trote che venivano pescate da 4 o 5 eroi con la canna da pesca che si definiscono "Pescatori sportivi".
Si avete letto bene, alcuni individui vestiti di tutto punto e orgolgiosi come Sampei durante lo scontro con il pesce-gatto gigante, aiutavano i bambini a pescare le trote, che ovviamente, essendo in una vasca da bagno, non avevano scampo.

Le trote pescate finivano in sacchettini e venivano portate a casa dai ragazzini.
Nel caso ve lo steste chiedendo, i sacchettini non contenevano acqua e le trote erano morte.

La Vostra Affezionata, è andata a chiedere spiegazioni ad un membro del consiglio comunale, A.D. e alla domanda "Come ha potuto il comune di Limbiate permettere un simile spettacolo?”
La risposta è stata "Non è stato il comune, è stata l'Associazione Commercianti di Limbiate. E quelli sono i Pescatori di Mombello(quartiere di Limbiate ndr.), la pesca esiste, i pescatori esistono e la pesca si fa."

Dopo questa risposta stizzita, sono tornata a casa con aria mesta e afflitta e ponendomi qualche domanda:

Ai pescatori sportivi "Piace vincere facile"? (cit.)
E che cos'è esattamente la pesca sportiva?
Dal web: "La pesca sportiva è uno sport che può essere praticato sia in corsi d'acqua dolce che in mare. (…) L'etica della pesca sportiva pone colui che la pratica in condizioni di parità con la sua preda."
"Il vero pescatore sportivo è rispettoso delle leggi che regolano la sua disciplina (misure minime, divieti di pesca, pesci in pericolo estinzione, etc.)"
Come si evince, pare che la 'Società Pescatori Sportivi Limbiatese' ha uno strano concetto di “sportività”, e in particolare di “parità di condizioni con la preda”.

Un'altra domanda che mi sono posta in quanto cittadina limbiatese è:
Come può, il comune di un paese grande e avanzato come Limbiate, che conta ben 31.551 abitanti, non essere al corrente un simile maltrattamento di animali durante una manifestazione che il esso stesso ha autorizzato?

E se invece il comune avesse saputo le dinamiche di questa fiera e avesse dato comunque il suo nulla osta, mi vergognerei profondamente di abitare in un paese tanto arretrato moralmente, così come compatisco intensamente quei mei concittadini che tanto si divertivano a fare i complimenti ai loro bambini che sfoggiavano questi “trofei morti” nel sacchetto.

Vorrei chiudere con una riflessione.
Se certe occasioni venissero sfruttate con coscienza e rispetto nei confronti della natura e dei suoi abitanti, forse i bambini non tornerebbero a casa con una trota morta in un sacchetto ma saprebbero che le "tette" della mucca si chiamano mammelle e che la cosa bianca bagnata è il latte.

 

Commenti

avatar Sara
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Trovo inutili quel genere di "Fiere", addirittura deludenti. Al posto di far avvicinare i bambini agli animali permettendogli di imparare qualcosa in più su di loro, trattano quelle bestie come degli oggetti da usare per il proprio sollazzo: le pecore, gli asini e i volatili sono considerati al pari dei peluche da esposizione, lasciati immobili solo da ammirare; il cavallo è al pari una giostra; le trote sembrano come quei pesci in metallo da pescare con la calamita in un gioco degli anni 80. Ma l'aspetto più agghiacciante dell'articolo è stato quello di sapere che un bimbo non sa che li latte che beve ogni giorno deriva da degli esseri viventi, ci manca solo che creda che la bisteccha che ha nel piatto provenga dall'albero della carne! Come si può pretendere che questi bambini abbiano una dieta a favore di alimenti che non provengano dalla sfruttamento del bestiame, se non sanno nemmeno da dove deriva quello che mangiano?! Certo che non si può pretendere una "educazione al rispetto" sei i genitori al posto di portare i propri figli all'aperto, mostrandogli le piante e gli animali nel loro habitat, li portano a quelle “Fiere” facendogli tirare su una trota come se fosse un bigliettino arrotolato dentro il maccherone dentro la boccia di vetro della pesca di paese. La cosa ancor peggiore è l'indifferenza delle istituzioni, che deriva dall'appoggio dei commercianti che usano gli animali come attrazione, per aumentare la vendita dei loro prodotti. Ed inoltre è molto triste vedere che perfino in un comune di provincia le lobby della pesca abbiano così tanto potere da influenzare l'educazione delle future generazioni..
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avatar domenico aloi
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Non siamo più nel Medioevo Queste manifestazioni sono vergognose
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