Giovedì 29 Luglio 2010
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Lord Nicholas Stern e i cambiamenti climatici
Scritto da Davide Vianello - www.vegetarismo.org   
Lunedì 09 Novembre 2009 23:08

Lord Nicholas Stern e i cambiamenti climatici

Dovremo diventare tutti vegetariani se vogliamo davvero combattere i cambiamenti climatici”, ''La carne fa sprecare molta acqua e crea molte emissioni dannose. Inoltre crea enorme pressione sulle risorse del mondo. La dieta vegetariana e' molto meglio'' quanto detto da lord Nicholas Stern, economista già senior vicepresident della Banca Mondiale, docente d’economia alla London School of Economics e autore nel 2006 del "Rapporto Stern" sui cambiamenti climatici. “Ora ho 61 anni - dice lord Stern -. Da quando ero studente è radicalmente cambiato l’atteggiamento verso il bere o la guida, la gente ha cambiato idea su ciò che è o meno responsabile. Ora dovranno chiedersi sempre di più qual è il contenuto di Co2 del cibo che mangiamo”, sottolineando il fatto che ci vorrebbero maggiori controlli e regole per poter tutelare il nostro ambiente. Una esigenza di cambiare abitudini per poter salvare il pianeta dal collasso. Gli allevamenti, soprattutto di bovini e suini, sono la causa del 18% delle emissioni di metano il cui effetto sul riscaldamento del pianeta è 23 volte più potente rispetto a quello dell’anidride carbonica, secondo i dati presentati in questi anni dalla FAO. La speranza di Stern e che si trovi un accordo al prossimo congresso http://climatecongress.ku.dk/ di Copenhagen, che si terrà l'11 dicembre 2009. La effettiva possibilità però, che si possa trovare un accordo tra tutte le economie, soprattutto per quella orientale è molto difficile. «Non c'è un minuto da perdere. Abbiamo bisogno di un accordo per non far salire la temperatura terrestre oltre i due gradi», ha detto la Merkel, «a dicembre il mondo ci guarderà» e «sono convinta che una volta che Europa e America avranno dimostrato di essere pronte ad adottare un accordo sul clima,saremo anche in grado di convincere Cina e India a aderire». Parole rassicuranti quelle del cancelliere tedesco, palesemente dalla parte del grande cambiamento che ci aspetta. Si parla di un aumento del 35% della popolazione entro il 2050, con un impatto ambientale catastrofico. Se ogni anno la produzione animale è di cinquanta miliardi per solo sei miliardi di abitanti, cosa dovremo aspetarci per i futuri nove? Lord Stern, molto discusso per le sue forti parole, parla di grossi sprechi di acqua, di materie utili anche alla nostra alimentazione e di una continua deforestazione per lasciar spazio ai nuovi pascoli. Secondo, invece i dati della World Watch Institute, con il documento “Livestock and Climate Change” le vere emmissioni ammontano al 51%, una percentuale maggiore rispetto a quella presentata dalla Fao. In entrambi I casi la situazione non pare rassicurante e sarebbe il caso che, anche per i meno favorevoli, si cominciasse a diminuire o a moderare il consumo quotidiano di carne e di prodotti di origine animale. Oltre al bisogno di ridurre le emissioni, in questo periodo si stanno anche proponendo prodotti nostrani e biologici, creando così un consumo a “km zero”.

 

 

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