Mercoledì 10 Marzo 2010
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Mi faccia il pieno di Jatropha, grazie
Scritto da Sara Angelini   
Mercoledì 14 Ottobre 2009 23:02

Mi faccia il pieno di Jatropha, grazie

Tra le varie alternative promettenti nel panorama dei biocarburanti, è presente un biodiesel ricavato dalla Jatropha curcas.
La Jatropha è un arbusto perenne originario dell'America centrale, ma è diffuso anche in zone aride dell'Africa e dell'Asia.
La pianta cresce bene in varie tipologie di terreno, a temperature calde e necessità di una bassa quantità di acqua per l'irrigazione, può venire quindi coltivata in ambienti semi-desertici.
Crescendo in queste zone, non incorre nella competizione con la coltivazione dei terreni destinati alle colture per uso alimentare. Inoltre nelle zone desertiche oltre ad ottenere il combustibile, le piantagioni di Jatropha sarebbero utili per contenere la desertificazione.
Dai suoi semi, che contengono una percentuale di olio non commestibile, dopo un trattamento specifico, può essere ottenuto un carburante per motori. Il rendimento dell'olio grezzo ottenibile dalla pianta è variabile, ancora si tratta di una pianta selvatica su cui non sono state eseguite quelle modifiche atte ad “addomesticarla” per aumentare e standardizzare la resa (ed esempio il selezionamento genetico di varietà con determinate caratteristiche).
Un altro vantaggio di quest'arbusto è dato dalla sua tossicità, dovuta alla presenza di cianuri ed altre sostanze irritanti, che non la rendono cibo per le specie animali.
Siamo ancora agli inizi, ne passerà di tempo prima di ottenere dei distributori di biodiesel prodotto da questa specie vegetale, perché esistono ancora varie problematiche, ad esempio le proprietà energetiche sono in fase di studio, comunque rimane una piante dalle grandi potenzialità!

 

 

Fonte: Rinnovabili.it

 

 

 

Commenti

avatar Gino Nesti
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la Pianta è ottima per il biocarburante ma.......nelle mani di uomini avidi può diventare una maledizione per le colture primarie in quanto che ; se coloro che investiranno in questa pianta per ragioni sopradescritte andranno a sottrarre terreni agricoli per piantagioni intensive a scopo di carburante , allora tutto sarà inutile .
se invece come io spero verranno sfruttati terreni marginali ,semidesertici o non produttivi per agricoltura avendo cura di non stressare le piante con concimazioni azotate per aumentare la produzione di olio e inquinare il terreno oltre a rendere il prodotto finale dannoso( massiccia presenza nell'olio di azoto significa rilasciare nell'aria al momento della combustione ossido di azoto che è fortemente nocivo ) potremo avere carburante ecologico, riforestazione per quei terreni che altrimenti sarebbero preda della desertificazion e e impatto ambientale zero
vedremo !!!!
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